giovedì 21 marzo 2019

Le affezioni alimentari: come riconoscere un test valido?



Le affezioni alimentari sono diverse per causa, sintomi e conseguenze. La genetica del soggetto gioca, inoltre, un ruolo fondamentale nella manifestazione di queste affezioni. La conoscenza delle cause e dei meccanismi dovrebbe essere alla base di una corretta metodologia diagnostica che porta alla determinazione del tipo di affezione alimentare. 

Una volta certa la diagnosi, è più facile capire come combattere la causa.

E’ per questo motivo che un test diagnostico deve avere un razionale scientifico e, soprattutto, una validazione scientifica e tecnica della sua efficacia. La validazione di un test definisce se il test è attendibile o no. 
Se un test non è validato, non può essere considerato per formulare una diagnosi certa.

In cosa consiste la validazione? 
Laboratori autorizzati e abilitati ripetono i test sugli stessi campioni in diverse condizioni e in tempi diversi per vedere se il risultato è simile o è molto diverso. Più il risultato è simile e più il test è rigoroso e attendibile.
Desideriamo condividere con voi questo documento ufficiale riguardante i test per le affezioni alimentari e la loro validità scientifica (link sotto). Diagnosi errate ed esami costosi possono creare grossi problemi alla vostra salute e al vostro portafoglio!
In quest'articolo trovate i 13 test indicati dal Ministero della Salute come inefficaci nel diagnosticare le affezioni alimentari in quanto privi di validazione scientifica:

• Il test citotossico di Bryant
• Il test di provocazione e neutralizzazione sublinguale e intradermico
• La kinesiologia applicata
• Il test del riflesso cardio-auricolare
• Il Pulse test
• Il test elettrotermico o elettroagopuntura secondo Voll
• Il Vega test
• Il Sarmtest
• Il Biostrenght test e varianti
• La biorisonanza
• L’analisi del capello (Hair analysis)

Il nostro consiglio per voi: consultate il documento completo emesso dal ministero della salute disponibile seguendo questo link
Fate attenzione a questi test e non esitate a contattarci per avere ulteriori informazioni su quali analisi sono davvero utili al vostro benessere !

giovedì 17 gennaio 2019

COSMETICA 2.0 – Un concetto innovativo al servizio e a tutela del consumatore




Nel mare della cosmetica navigano prodotti di tutti i generi, creme, oli, unguenti, burri erboristici, bave di animali striscianti, sieri, elisir, proteine animali e vegetali (mancano solo quelle aliene) ….e chi più ne ha, più ne metta!

La moda, l’astuzia di molte case produttrici e il poco tempo a disposizione, spesso non ci permette di riflettere su ciò che compriamo. Oltretutto, non si tratta dell’acquisto di un’aspirapolvere che ,alla peggio, se non funziona bene, mi lascia i “gatti” di polvere negli angoli di casa.

I prodotti cosmetici sono in contatto con il nostro corpo quotidianamente e hanno l’obiettivo di “fargli qualcosa” (ammesso e non concesso che poi lo facciano veramente) per portare del beneficio. La scelta di un cosmetico dovrebbe, quindi, essere guidata da informazioni dettagliate sulle sue componenti e sui loro meccanismi d’azione, a carico del produttore o del venditore. 
Spesso questo non avviene o non viene richiesto, lasciando campo libero alle rodate tecniche pubblicitarie. 

La COSMETICA 2.0 si propone di creare dei prodotti che siano “sostenibili” e “trasparenti”, quindi al servizio del consumatore. 
Un cosmetico “sostenibile” è un cosmetico preparato con componenti naturali, conosciute da secoli, biologiche, senza conservanti e a impatto zero. 
Un cosmetico “trasparente” è un prodotto pensato e supportato scientificamente per raggiungere un risultato tangibile sul nostro corpo. Le componenti devono essere trasparenti, cioè avere una documentazione scientifica nella scheda del prodotto che ne attesti il razionale d’uso. 

In questo modo, il consumatore può (se lo ritiene opportuno) sincerarsi personalmente della validità scientifica andando addirittura a leggersi la bibliografia di riferimento. 
A causa della complessità dell’argomento, il consumatore deve anche essere libero di contattare l’azienda produttrice per qualsiasi chiarimento o approfondimento. 

La COSMETICA 2.0 è una cosmetica di qualità, non sempre economica, sostenibile e costruita con un razionale scientifico che è alla base del raggiungimento del risultato e della soddisfazione del consumatore. Riflettiamo: quanti prodotti in commercio soddisfano questi requisiti?

Il nostro consiglio per voi: Nei nostri articoli faremo luce sulle basi scientifiche della cosmetica rendendole comprensibili a tutti. Queste informazioni saranno utili per vedere i prodotti cosmetici con un altro occhio, e sceglierli più consapevolmente. Se condividi le nostre stesse idee e vuoi entrare a far parte della COSMETICA 2.0, segui il nostro blog e segnalalo a chi vuoi.

mercoledì 16 gennaio 2019

Scopriamo quali sono i punti deboli della nostra pelle e come proteggerli



La pelle è la parte più esterna del corpo ed è, quindi, inevitabilmente esposta ai raggi UV e agli inquinanti ambientali. Questi ultimi generano lo stress ossidativo che accelera l'invecchiamento della pelle ed induce l'infiammazione che favorisce l’insorgenza di molte patologie o ne aggrava il decorso. Vediamo come. 

I cheratinociti epidermici, le cellule che compongono lo strato più esterno della nostra pelle, possiedono sulla loro superficie dei “sensori ambientali” chiamati recettori di idrocarburi arilici (AHR). 
I composti aromatici dannosi presenti nell’aria (e spesso derivanti dai gas di scarico delle automobili) entrano in contatto con i cheratinociti della nostra pelle e attivano i sensori chimici scatenando la produzione di radicali liberi.

Ma, per fortuna, la natura ha evoluto dei sistemi difensivi per neutralizzare o minimizzare lo stress ossidativo nella cute; infatti, i cheratinociti sono in grado di produrre una proteina chiamata fattore nucleare correlato all'eritmoide 2 (NRF2), che è un interruttore importantissimo per la difesa antiossidante. 
Se noi riuscissimo ad accendere opportunamente questo interruttore riusciremmo a difenderci meglio dall’attacco degli agenti dannosi e dei radicali liberi. 

Molte sostanze naturali antiossidanti di origine erboristica sono in grado di spegnere il sensore AHR e di attivare l’interruttore NRF2 e rappresentano una preziosa arma da utilizzare, con competenza, nella preparazione di cosmetici realmente efficaci nella protezione della nostra pelle. I meccanismi precisi con cui questi fitoderivati influenzano il sistema AHR e NRF2 rimangono in gran parte sconosciuti e giustificano le ricerche future in questo campo.


Il nostro consiglio per voi: guardate cosa contengono i cosmetici! Molte componenti sono inutili mentre altre hanno un razionale scientifico. Scegliete i cosmetici che contengono principi naturali attivi sull’interruttore NRF2 poiché sono sicuramente efficaci come antiossidanti.